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04

Lug 2014

Quando essere felici è un diritto

scritto da / in RAGGI DI OTTIMISMO, STORICAmente / Commenta

“Noi riteniamo che sono per se stesse evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono creati eguali, che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà, e il perseguimento della Felicità; che per garantire questi diritti sono istituiti tra gli uomini governi che derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che ogni qualvolta una qualsiasi forma di governo tende a negare questi fini, il popolo ha diritto di mutarla o abolirla e di istituire un nuovo governo fondato su tali principi e di organizzarne i poteri nella forma che sembri al popolo meglio atta a procurare la sua Sicurezza e la sua Felicità”

Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America” – 4 luglio 1776

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24

Nov 2013

La schiavitù negli Stati Uniti d’America

scritto da / in STORICAmente / Commenta

Di recente ho visto due film, che  consiglio di guardare: “Django, Unchained” di Quentin Tarantino e “Lincoln” di Steven Spielberg.

Tema comune delle due produzioni da Oscar americane la schiavitù negli Stati Uniti d’America, sebbene nel secondo la tematica sia affrontata più da un punto di vista politico – nel dettaglio l’emanazione del XIII Emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti d’America.

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09

Giu 2012

Made in USA

scritto da / in Viaggi / Commenta

Sono tornata da tre giorni da un viaggio di lavoro in terra americana e, non più fusa dal fuso, sto rielaborando la mia esperienza, nuova e piena di stimoli.

Ero a Boston, una piccola città tra le metropoli a stelle strisce, piccola ma ricca di tradizioni sportive, dai Celtics ai Red Sox, e soprattutto culturali. Culla di prestigiose università come il MIT e Harvard, Boston mi ha piacevolmente accolto nella terra per antonomasia sinonimo di libertà.

La cosa che mi ha impressionionato di più, a parte il freddo apocalittico e la pioggia incessante, è stata la comunicazione spontanea del popolo americano. Ovunque vai, anche per strada, gli americani ti salutano, ti chiedono come stai, ti mostrano un sorriso…Sarà la loro proverbiale ipocrisia? Qualcuno interpreta, infatti, questa apertura come una ‘facciata’  stucchevole, di chiara matrice puritana…io, invece,nei miei 5 giorni bostoniani l’ho voluta leggere come un caloroso sole che illuminava le giornate uggiose di un giugno  sulla costa atlantica.

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