Pensieri, senza filtro.

Quando le dita improvvisano sulla tastiera

20

Dic 2012

Una dolce mattina

scritto da / in SENZA FILTRO / Commenta

È davvero incredibile come l’ambiente circostante possa influire sul tuo fisico. Mi spiego.
Sono arrivata qui dai miei spossata e fiacca, con la psoriasi in piena esplosione e una bronchitella da ultra ottantenne.
Sarà che sto dormendo le mie belle 8 ore al giorno, che il clima è mite, che i problemi li affrontò solo via email, ma il mio fisico è rinato.
La pancia è sgonfia, l’umore più morbido e le mie mani hanno riacquistato un derma sano.
Non sto facendo niente di diverso dal solito, sto semplicemente vivendo a ritmi più rallentati, riservando all’ansia un ruolo marginale. Forse è vero “lontano dagli occhi, lontano dal cuore”.
Non è una via di fuga ai problemi, non l’ho cercata. Mi rendo conto che qualcosa sta influendo molto positivamente sul mio fisico.
Unica nota dolente, la mancanza del mio socio. Ecco, questo sì.
Se lui fosse qui con me, potrei affermare di essere serenamente e stranamente calma.
Aggiungiamoci la pacatezza del luogo, la semplicità dello stile di vita – l’abbigliamento più chic da indossare è una comoda tuta da ginnastica – il fatto che ci i muove a piedi, che cucina mia madre, che non devo impazzire a pulire e che ho la mia nonnina malata vicino che mi riempie di occhiate interrogative e profonde con sorrisi sinceri.
E poi c’è mia sorella, il mio carminativo allo zucchero. Una persona che sa farti sentire importante, che ti vuole bene per quello che sei, che infonde dolcezza solo con uno sguardo.

Adesso vado a prepararmi. Indosso la mia tuta rossa natalizia per andare a salutare il mio angelo nella sua casetta degli angeli…anche il cimitero, visto con gli occhi di mia sorella, assume una connotazione quasi magica, fiabesca.
Oggi ho imparato che la bontá del fanciullino è in grado di disarmare la pianificazione più rigorosa dell’ansiolitico manager impegnato.

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19

Dic 2012

Polemizzando

scritto da / in SENZA FILTRO / Commenta

Preambolo
“Sei cinica”- diceva mio padre mentre commentavo sarcasticamente una notizia al telegiornale. Non sono cinica, sono decisamente distaccata, seraficamente ironica, cruda, diretta.
È che mi sono stancata dei fronzoli, delle leccate di culo a forza, della bontà professata e non esercitata. Acta non verba, questo è il mio grido di battaglia.

Tema
Non sopporto le pubbliche relazioni forzate, quelle che DEVI essere carino con tutti perché ti conviene e potrebbe esserti utile. Non sopporto il pollice alzato su Facebook per difendere i diritti dei più deboli da parte di persone che non chiamano nemmeno per telefono la propria nonna.

Non sopporto i regali comandati, le amicizie a suon di sorrisi finti e pettegolezzi retti da ipocrisia, quelli per sgamare la notizia curiosa e privata di Tizio da rigirare a Caio al momento opportuno.

Non sopporto chi si lamenta del fatto che non ha abbastanza soldi per fare la spesa e poi spende miliardi per comprare il cellulare di ultima generazione per sbirciare in tempo reale i cazzi altrui sui social network. Ok, con i propri soldi ognuno può fare quello che vuole, anche comprare un gonnellino africano da indossare in piazza a Capodanno con -10°, ma il buon senso e un minimo- seppur minimo- senso di sopravvivenza dovrà prevalere sulle cazzate? Oppure no?!

Non sopporto chi pretende e basta. Non tollero il ‘tutto dovuto’ e l’arroganza saccente di chi non ha mai voglia di mettersi in discussione.

Non sopporto l’ignoranza cercata e voluta. Quel non sapere anti socratico delle persone che credono di essere in possesso di tutte le conoscenze e non hanno il minimo interesse ad andare oltre per approfondire.

Non sopporto l’incuranza e le cose fatte tanto per fare.

Non sopporto la negatività a prescindere e chi accusa senza nemmeno processare.

Conclusione

Forse non sono cinica, sono polemica. Ecco 🙂

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15

Dic 2012

In partenza

scritto da / in SENZA FILTRO / Commenta

Valigie preparate, manca solo ‘l’attrezzatura’ informatica e tutto è pronto.

Domani sveglia all’alba alla volta della capitale dove mi aspettano tre giorni di lavoro e di levatacce. Poi, lunedì sera, si vola in Sardegna per una decina di giorni al profumo di macchia mediterranea e panettone.

Spero di aver un po’ di tempo per finire il libro che mi attende speranzoso sul comodino da settimane e per calmare le idee. Io, infatti, sono una di quelle che ha i neuroni in continua e strenuante attività. Mille cose per la testa, progetti nuovi, vecchi problemi …un gran casino che ha necessità di essere domato.

Spero anche di riuscire a riposarmi un pochino, perché il mio fisico mi sta dando segnali non troppo positivi. Il fatto è che io non mi sento ‘stressata’, cioè non più del solito. Eppure inizio ad accusare dei dolorini sospetti, che ho già provveduto a googolare per farmi venire la cacarella e iniziare a redigere il mio testamento. Onde evitare falsi allarmi, andrò a farmi vedere. Me lo devo.

L’anno scorso ho trascorso il Natale con il socio, è stato il primo insieme dopo 8 anni. Quest’anno riprendo la tradizione e raggiungo i miei – ormai emigrati, anche perché non vedo l’ora di brindare con la mia nonnina quasi 90enne.

In questi giorni inizio a redigere il bilancio di questo 2012, niente di fiscale, per quello mi affido alla commercialista. Un 2012 intenso che mi ha visto spesso in viaggio, che mi ha fatto toccare le coste degli Stati Uniti per la prima volta, che mi ha dato la possibilità di sfidare le mie capacità con progetti importanti, che sta decretando un forte cambiamento in me.

Un cambiamento che sto inseguendo, volendo e incentivando con tutte le mie forze. Il 2012 è stato, se ci penso, anche l’anno in cui mi è stata più volte riconosciuta la capacità di motivare e spronare gli altri al sorriso, al pensiero positivo quando i pezzi del puzzle non combaciano. Questa è una delle cose di cui vado più fiera.
Anche se per il momento predico bene e razzolo malino, in balia dei neuroni e degli ormoni, sull’altalena dell’ astinenza da pessimismo. Ma chi la dura la vince! La strada è in salita, ma ho la forza e la determinazione per pedalare fino alla vetta.

Ne ho passate tante, e tante ancora ne arriveranno. Però sono ancora qui a crederci. Più caparbia che mai.

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