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29

Mar 2013

Pandemie da fiori d’arancio

scritto da / in SENZA FILTRO / Commenta

E’ una pandemia che si sta espandendo, un virus contagioso al profumo di fiori d’arancio e al sapore di riso. Siamo già a due matrimoni in agenda nei prossimi mesi, e nessuno dei due è il mio. Per fortuna e purtroppo.

Forse devo farmene una ragione, rendermi conto che alla mia età si fanno i figli, ci si sposa, si crea una famiglia ‘regolare’. Eppure per me, eterna Peter Pan in gonnella, il tempo è fermo ai 20 anni. Sono ancora qui, assetata di successo lavorativo, di mondo da esplorare in ogni centimentro e l’idea del matrimonio, della famiglia – sebbene faccia capolino nei miei pensieri con una frequenza maggiore- inizia a far salire un po’ il termometro dell’ansia.

Ha ragione il mio socio, sono una pazza scriteriata e imprevedibile. Se penso a tutte le volte che lo stresso perché, forse vittima dell’ultimo episodio di Abito da sposa cercasi o Wedding Planner, insisto per avere la fede al dito prima che le rughe scavino dei solchi (con tanto di sistema di irrigazione) sul mio viso.

Dopo quasi 9 anni di convivenza, non forzata da contratti matrimoniali e attraversata da bufere lavorative, affettive e personali siamo ancora qui a sopportarci, semplicemente e sinceramente, continuamo a fidarci, a rispettarci, nella gioia e nel dolore.

Il nostro è un amore viscerale, di pancia, institivo, senza bisogno di cerimoniali o pranzi da orchite e gastroenterite.

Vero è – perché nella mia dicotomia c’è un ‘però’- che sento anche il desiderio di creare una famiglia tutta mia, con tanto di piccoli me con cui imparare a guardare le stelle sorridendo, insegnando loro a camminare per poi lasciarli correre liberi nel mondo.

Verrà tutto. A suo tempo. Sono sempre più consapevole che esiste un momento per tutto e non è un caso che certe cose accadano in precisi qui e ora.

Per il momento cullo il figlioccio che cresce all’interno della mia bocca…Ragazzi – che dolore! – mi è venuto un ascesso che da dieci giorni occupa abusivamente, esente imu e tassa su suolo ‘privato’, la mia boccuccia.

Occasione buona per mettermi a dieta, evitando un po’ di sane schifezze da cambio stagione – gli ormoni primaverili sono un’ottima scusa per giustificare mangiate di junk food a tutte le ore 🙂 –  e per farmi coccolare dal socio 😉

Quindi, bando alle ciance e ciance alle bande, auguri a tutti quelli che si sposano e fanno figli! Amatevi e siate felici!

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08

Lug 2012

…e vissero felici e contenti

scritto da / in SENZA FILTRO / 4 commenti

Sposarsi è il sogno di ogni femminuccia fin da piccola. Vedi Biancaneve che dopo l’esperienza psichedelica con i 7 nani degna di una gang bang, trova il suo principe azzurro ( i principi delle favole sono tutti sponsorizzati dalla Pfizer e dal viagra?) che la risveglia dalla narcolessia di una mela della val- di- non- dovevi- mangiarla. Poi c’è la Bella Addormentata che  – anche lei vittima di un sonno profondo – con un bacio d’ammmore (con 3 ‘m’) si risveglia da una bella dormita nel bosco. E ancora la Principessa sul Pisello, una bisbetica domata vittima della penna di uno scrittore che mi sarebbe piaciuto vedere sdraiato sulla poltrona del buon vecchio Freud.
Ma  la mia preferita resta comunque Cenerentola, emblema delle casalinghe disperate che convola a giuste nozze con un principe figaccione grazie a una scarpetta di cristallo che la sottoscritta – viste le mastodontiche dimensioni dei piedi, un piccolissimo 41! – sogna di possedere segretamente, non fosse altro per dire che finalmente i suoi piedi hanno assunto una dimensione fiabesca.
Il matrimonio, insomma, complici i racconti d’infanzia e i film della Disney riassumibili nel classico “…e vissero felici e contenti” sono da sempre, per ogni bambina diventata ormai donna, una favola da vivere, un sogno rosa pieno di gioia e principi bonazzi con castello e cavalli bianchi.

La cornice tradizionale vede lei, in abito bianco raggiante come una giornata di sole, raggiungere lui, un principe moderno in alta uniforme o con un tight da urlo, in una chiesa che sembra il tripudio della Primavera di Vivaldi. Sono emozionati e felici,  pronti a giurarsi una vita ricca di amore, figli e serenità. Gli invitati indossano vestiti comprati per l’occasione e, se in Inghilterra, proliferano cappellini bizzarri e kitsch.
Ci si sposa in primavera/estate: maggio, giugno, luglio, settembre sono i mesi più gettonati  per i matrimoni. Ne vedi tanti, ancora e nonostante tutto. Sì, nonostante la crisi, i divorzi, le trans e il declino della spiritualità collettivo.
Le nozze sono  ancora, nella accezione comune, l’unico evento della tua vita per il quale sei disposto a dilapidare un capitale perchè tanto, in teoria, si celebra una volta sola (fanno eccezione i casi alla Brooke Logan di Beautiful e Liz Tayor).
Un evento carico di emozioni, aspettative, lacrime di parenti che, anche se convivi da anni e fai già una vita da sposato, leggono il tuo sì davanti all’altare come la vera cerimonia di passaggio dall’adolescenza alla età adulta.
E poi c’è sempre il viaggio di nozze, quello da sogno, quello che farai una volta nella vita perché poi, se arrivano i figli, non avrai più occasione di sputtanare spendere così tanti soldi o allontanarti verso luoghi del pianeta sperduti e conosciuti solo dagli alieni di Visitors.

La moda degli ultimi anni, se ci fate caso, prevede il matrimonio a tre. Niente di zozzo, sia inteso. Tendendezialmente le coppie moderne di ciovani, che poi non sono più tanto tali perché hanno un’età media di 35 anni, scelgono di avere come paggetto porta fedi il proprio pargolo, nato prima delle nozze. Una bella cerimonia familiare che, comunque, contrasta un po’ con le tradizioni religiose cattoliche che impongono castità fino al giorno del sì.

Ogni ricevimento che si rispetti, tutti vittime di Real Time e dei suoi programmi wedding oriented, sono un concentrato di glamour, finger food e fuochi da artificio. Nulla è lasciato al caso. Sapevate che il riso deve essere lavato per non macchiare gli abiti dello sposo?

La lista nozze, carica di pentole, bicchieri, cazzatine varie casalinghe è soppiantata dalla più utile lista viaggio o da un IBAN a cui girare la propria donazione ( e bisogna sempre calcolare che, se ti invitano al pranzo e spendono X tu devi per lo meno donare necessariamente – onde evitare figure da pezzente o amico/parente poco vicino – un X+Y…Viva la spontaneità!).

E poi c’è l’addio al celibato/nubilato che, tradizione vuole, debba  essere organizzato dagli amici; sempre più gettonate le feste-viaggio verso località europee e i soggiorni nelle SPA per le future spose.
Poche donne nude o uomini nudi uscire dalle torte…tanto quelli, per alcuni, e passatemi la cattiveria acida, arriveranno sicuramente dopo le nozze! 🙂

E io? Mi voglio sposare? A giorni alterni. Vale come risposta? Credo nel significato religioso del matrimonio, nella unione spirituale più che civile e penso sia importante sposarsi se si ha o si vuole mettere al mondo un figlio (qui emerge il mio lato reazionario). In più, vedi sopra, sono vittima delle fiabe e sogno l’abito bianco, quello che spendi una fortuna e metti una sola volta nella tua vita. Tuttavia, questa mia natura romantica si scontra e sbatte contro il mio  lato pratico, poco, anzi per nulla, amante delle cerimonie, che crede che l’amore non abbia bisogno di contratti o di bomboniere e, parafrasando Groucho Marx sostiene che, in fondo “ il matrimonio è la causa prima del divorzio“. 🙂

W gli sposi!

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