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03

Set 2015

Mal di schiena: una lettura psicosomatica

scritto da / in Corpo, SENZA FILTRO / 14 commenti

Sono qui,bloccata a letto ancora una volta da una strega malefica.

Ultimamente il mal di schiena o lombalgia, mi sta colpendo sempre con maggior frequenza. Non ho mai sofferto di questo tipo di dolore, anche se una predisposizione genetica c’è, visto che tutta la famiglia di mia madre ha avuto o ha ancora problemi a livello dell’apparato locomotore.

Per capirci qualcosa di più, ho voluto vedere se esiste un modo più profondo e più radicale di combattere il dolore, esplorando le letture e le interpretazioni della meta medicina.

Perché d’improvviso viene il mal di schiena? È possibile cercare o trovare delle cause psicosomatiche, che vadano quindi oltre al mero fattore meccanico, muscolare o osseo?

Mi sono documentata e ho consultato qualche manuale segreto per capire quali potrebbero essere le cause psicosomatiche del mal di schiena, e se  possiamo stanare il dolore, oltre quello fisico.

Ti racconto quello che ho scoperto.

Il mal di schiena è spesso associato a paura, ansia, stress e depressione, che  ‘pesano’  sulla nostra colonna vertebrale, impedendoci di ‘stare dritti’ e affrontare con sicurezza la vita.
Avere il mal di schiena, secondo la lettura psicosomatica, è sintomo di paura, della mal sopportazione della propria esistenza e degli elementi che gravitano e incombono intorno e su di sé. La schiena è il luogo, in chiave figurata e non, che utilizziamo per trasportare fardelli e pesi. Le contratture improvvise che colpiscono la zona lombare sono generate da un irrigidimento (quando contrai, trattieni/rifiuti qualcosa) che impedisce di sopportare (leggilo etimologicamente come ‘portare sopra’ la schiena) un peso che costringe a piegarsi e abbassarsi, in tutti i sensi. La muscolatura si tende, il dolore spezza e il corpo inserisce il ‘codice rosso’: siamo in un momento della vita che non riusciamo a più a tollerare, qualcosa grava su di noi schiacciandoci.

DOBBIAMO INTERVENIRE.

Mal di schiena e chakra

Le patologie del sistema scheletrico fanno capo al primo chakra o chakra della radice (Muladhara Chakra). Dal punto di vista energetico, i dolori dell’apparato locomotore  sono quindi connessi con tutto quello che é rappresentato dal rosso chakra alla base della colonna, dove risiedono le nostra fondamenta e si erge il pilastro della sicurezza e di tutto quello che rappresenta: casa, lavoro, denaro e appartenenza, affermazione del sé.

Secondo la lettura energetica basata sui chakra, le patologie dello scheletro rappresentano la visione del mondo  attraverso il filtro dell’insicurezza e della paura che minacciano la sopravvivenza. L’ansia impedisce di sentire le proprie radici affondare nella madre Terra (elemento di questo chakra) e  risuona disarmonica, con il fiato sempre più corto.

Il primo chakra rappresenta anche la sicurezza in se stessi e la fiducia nei confronti di ciò che ci circonda. Abbiamo una lombalgia acuta? Allora fermiamoci e ascoltiamoci. Come stiamo percependo, quello che stiamo facendo e lo stile di vita che stiamo conducendo?

Tengo a precisare che non sono un medico o uno psicologo, per cui non sono in grado di dare una lettura chiara, scientifica e razionale della patologia. Credo sia importante rivolgersi a degli specialisti, trovare persone  competenti che ci aiutino a valutare e analizzare con serietà  i problemi fisici. Sempre.

Sono convinta, però,  che la nostra testa incida e influisca sul nostro benessere fisico. É per questo che indago sui significati reconditi, a livello meramente energetico e  psicologico, delle nostre malattie.

La Terra

Il primo chakra, per riprendere il discorso, é collegato al corpo fisico attraverso l’elemento Terra. E la terra può essere intesa anche come  il luogo nel quale abitiamo. Se ci sono tensioni a livello del chakra della radice, questo potrebbe essere dovuto anche al fatto che abbiamo difficoltà ad abitare nel luogo nel quale ci troviamo, non ci sentiamo a casa ma ‘fuori luogo’.

O ancora, possiamo pensare al dolore dei lombi come al prolungamento emotivo del dolore dello stare sulla terra, perché ci sentiamo minacciati, poco accolti, in uno stato precario di  instabilitá. Non a caso, il mal di schiena impedisce di stare correttamente ben eretti, la posizione che incarna per eccellenza equilibrio, sicurezza e consapevolezza.

La madre e la femminilità

Il primo chakra é in relazione al rapporto con la madre, partendo  dal concetto più ampio di Madre Terra, fonte di nutrimento, riparo, accoglienza, amore radicato e viscerale.

Un rapporto non stabile o di sudditanza nei confronti di una madre genera paure, tensioni, irrigidimenti e sete d’amore, un amore appassionato, di colore  rosso che bene rappresenta il sentimento primordiale, il piú vero e carnale legame di sangue. Per una donna la relazione con la madre può essere anche schema del rapporto con la propria femminilità. Lo squilibrio ci fa tremare, vacillare, ci rende instabili, insicure. Non ci amiamo, non ci accettiamo, manca il nutrimento, manca il calore protettivo che ci sprona impavide e fiduciose nel lavoro, nelle relazioni, e nel rapporto con noi stesse.

Ovviamente faccio riferimento al primo chakra perché sto analizzando un dolore di schiena nella zona lombosacrale; se il dolore d tocca gli arti superiori, sará opportuno chiamare in causa anche gli altri chakra.

E io? Tiriamo le somme

Dopo questa sommaria analisi, diciamo che qualche ingrediente nella mia dispensa l’ho trovato.

La causa del mio mal di schiena posso ricondurla a un colpo d’aria, a qualche manovra distratta o all’assunzione di posture scorrette. Fatto sta, comunque, che sto attraversando una fase della mia vita piuttosto complicata, dove la paura è pronta a far tremare la terra sotto i piedi e genera molta instabilità. Nonostante il percorso interiore che mi invita  ad avere sempre un atteggiamento positivo e solare, in questi mesi fatico parecchio. Le tensioni a livello lavorativo sono diventate molte, personalmente ho accumulato troppi punti interrogativi (che mi piacerebbe si raddrizzassero in esclamativi)  ma la cosa peggiore è che mi sento in gabbia, vincolata da condizionamenti che mi impediscono di agire come vorrei.

Per il momento continuiamo con il gel all’arnica e nei casi di dolore maggiore con il Voltaren, sperando che questo mal di schiena se ne vada e con lui tutte tutte le insicurezze e le paure.

Voglio condividere questo post su...

Grazie :)
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14 commenti
  • Cristina

    gennaio 21, 2016, pm31 3:23 PM
    01

    Ciao, ho letto il tuo post e ti ringrazio per ciò che scrivi..sto proprio vivendo da domenica una lombalgia acuta dolorosa.. E la cosa strana è che è avvenuta dopo un evento bello all’interno della mia famiglia di origine..credo molto nella psicosomatica è sono sicura che il mio malessere fisico sia dovuto ad un qualcosa legato alla mia sfera affettiva ma magari anche lavorativa..Ma comunque ad un qualcosa che non riesco più ad accettare ma che non ho ancora la forza di cambiare. Intanto..proverò ad ascoltarmi in questi giorni di riposo forzato.

    • jadosa

      gennaio 25, 2016, pm31 3:37 PM
      02

      Sicuramente ascoltarsi è la prima cosa da fare. In bocca al lupo e fammi sapere come va 🙂

  • Stefi Brig

    dicembre 28, 2016, am31 10:06 AM
    03

    Ciao. Grazie perché mi sono rivista in quello che hai scritto.
    Mi piacerebbe sapere a distanza di tempo come è andata.
    Stefania

    • jadosa

      gennaio 25, 2017, am31 10:21 AM
      04

      Ciao Stefania,
      grazie a te! Come va con la schiena?
      Un abbraccione,
      Giada

  • Stefano

    maggio 30, 2017, am31 11:53 AM
    05

    Beh…diciamo che non sarai una psicologa o un medico, ma hai centrato l’obiettivo!!!
    Siamo nella stessa situazione…Mal dio schiena e lavoro su di me a tempo pieno…

    • jadosa

      maggio 30, 2017, pm31 12:45 PM
      06

      Stefano, che dici, tocca andare in vacanza? 🙂
      Faccio il tifo per te!!!
      Giada

  • Elena

    marzo 1, 2018, pm31 6:19 PM
    07

    Quello che scrivi mi fa venire i brividi. Combacia con questa situazione che mi sta capitando: sono una donna di 45 anni, energica e in buona salute.
    Da alcuni giorni soffro di un dolore molto forte alla gamba sx, resistente a farmaci antidolorifici molto forti come il toradol. Ho il sospetto che, per alcune circostanze che ho vissuto nelle settimane precedenti all’insorgenza di questo sintomo, l’origine possa essere psicosomatica. Ho dovuto andare a rimettere in sesto la casa dove ha vissuto mia madre, deceduta nel 2010 per tumore con metastasi ossee, che negli ultimi mesi della sua vita le ha causato un dolore pressoché identico a quello che ho adesso.
    Ho senz’altro fatto degli sforzi, ma non tali, secondo me, da giustificare questo dolore.
    La diagnosi che mi é stata fatta é di coxalgia. Stiamo facendo ulteriori accertamenti per capire se può dipendere da artrosi, ernia discale o altro.
    Tuttavia il mio pensiero è che determinate emozioni che ho provato trascorrendo del tempo in casa e vivendo un forte stress in quei giorni, siano all’origine di questo problema. Infatti la casa era stata lasciata in condizioni trasandate dall’inquilino che l’ha abitata in questi anni. Le mie emozioni prevalenti sono state di essere in balia degli eventi, come in una situazione fuori controllo, che crea panico, e senso di colpa nei confronti di mia mamma perché la casa era così sciupata. Pertanto nella mia testa mi sono creata l’imperativo di rimettere la casa in sesto velocemente e bene. Di qui il super lavoro e lo stress.
    Mi piacerebbe conoscere altri punti di vista.

    • jadosa

      marzo 5, 2018, pm31 3:52 PM
      08

      Faccio il tifo per te, Elena.
      Un grosso abbraccio,
      Giada

  • Pina

    giugno 18, 2018, pm30 3:19 PM
    09

    cercavo sul web qualche spiegazione sul dolore che domenica mi ha fatto alzare male e sei arrivata tu! Illuminante. Adesso ci lavoro! Te sono grata. <3

    • jadosa

      giugno 18, 2018, pm30 3:25 PM
      10

      Grazie a te Pina per essere passata da queste parti. Fammi sapere come va! Buonissima giornata, Giada

  • Laura

    giugno 19, 2018, pm30 10:22 PM
    11

    Grazie!
    Soffro da almeno due mesi di una stranissima lombalgia che mi blocca la schiena e mi “paralizza” perchè ho dolori a muovermi, stando sdraiata o seduta non ho male. Credo tu abbia proprio ragione, sto vivendo un periodo di intensissimo lavoro in una azienda che adoravo ( ci lavoro da 18 anni, ne ho 46) ma ultimamente non è più l Isola felice in cui ho sempre lavorato, l ambiente è sempre più competitivo ed esigente e mi scontro spesso con la visione dei superiori volti solo al guadagno e all’incremento dei profitti senza ricordare nemmeno più il motivo di tanta determinazione.
    Nasce in me l idea di cambiare lavoro per stare meglio, ma le solite abitudini, la comodità di lavorare vicino a casa, la scusa dei colleghi che sono ormai quasi familiari, la sicurezza di ciò che si conosce, mi blocca completamente, APPUNTO! Stamattina ho spedito il mio primo CV ad una azienda concorrente…ma sono terrorizzata all’idea idea di come possano reagire… Sia che mi scelgano o nel caso in cui proverò grande delusione per un rifiuto. Che disastro!
    Spero

    • jadosa

      giugno 20, 2018, pm30 12:38 PM
      12

      Cara Laura,
      ti capisco bene. In questi giorni anche la mia schiena “ruggisce”, un po’ per lo stesso motivo. La nostra necessità di cambiamento si manifesta anche attraverso il corpo. In bocca al lupo per la nuova avventura, se partirà. Qualora invece ricevessi un rifiuto, vorrà dire che la pazienza ti ricambierà con qualcosa di ancora più bello! L’ambiente è il riflesso di quello che senti tu. Il tuo atteggiamento può aiutarti ad affrontare al meglio anche le situazioni più complicate. Siamo dei piccoli supereoi, solo che spesso ce lo dimentichiamo. Daje tutta!
      Un abbraccio

  • Mara

    agosto 23, 2018, pm31 6:38 PM
    13

    e se la mamma non c’è più, come si fa a ritrovare quel calore, affetto, protezione unici che solo lei sa darci?

    • jadosa

      agosto 24, 2018, pm31 6:28 PM
      14

      Ciao Mara,
      credo – ma non ne sono sicura – che sia importante imparare a ricercare e coltivare quel calore dentro di noi, a prescindere dagli altri. Ci sono persone che non hanno mai avuto l’affetto di una madre o, peggio, che una madre non l’hanno mai vissuta o conosciuta. Spesso ci si appoggia ad altre figure che diventano un riferimento importante…

E tu, che cosa ne pensi?