Pensieri, senza filtro.

Quando le dita improvvisano sulla tastiera

12

Gen 2024

Pensiero critico e pensiero divergente

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«Non possiamo smettere di esplorare, e alla fine della nostra esplorazione ritorneremo da dove eravamo partiti e conosceremo quel posto per la prima volta.» (T.S. Eliot)

Ci dimentichiamo che per innovare, per generare il nuovo, è bene padroneggiare il vecchio. Esperienza e memoria hanno il grande potere di aiutare a mettere in equilibrio associativo gli ossimori della vita, accendendo la miccia creativa.

Per farlo, ci vuole “presenza”.

Il pensiero critico aiuta a controllare il pensiero divergente.

Senza governo non siamo in grado di saggiare la qualità di una idea, di risolvere problemi e di tenere a bada le voci ruminanti dentro la testa.

Elkhonon Goldberg, autore de “La vita creativa del cervello” lo definirebbe un vagabandoggio pilotato tra ipofrontalità e iperfrontalità.

Ci vuole uno sforzo gioioso per fare – concentrati – l’editing dei nostri pensieri e produrre qualcosa che sia realmente originale, perché quello creativo è un lavoro che va ben oltre fasci di luce di lampadine che si accendono a caso, richiede mestiere.

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